venerdì 19 luglio 2013

First day in USA alias Bday!

HAPPY BIRTHDAY TO ME, HAPPY BIRTHDAY TO ME, HAPPY BIRTHDAY TO GAIA, HAPPY BIRTHDAY TO MEEEE! +17
Questo è stato davvero un giorno indimenticabile! Non so in quanti abbiano l'opportunità di festeggiare il proprio diciassettesimo compleanno il primo giorno del loro anno all'estero!
Mi sono svegliata alle 9.30 circa (per la seconda volta perché, causa jet lag, alle 5 mi ero già svegliata) carichissima; mi sono un po' sistemata, ho messo su qualcosa di comodo, ho fatto il letto (contenta mamma?) operazione alquanto difficile date le dimensioni e l'altezza,  e sono scesa a fare colazione. In cucina c'era già Stefan, anche lui in piedi da poco (tra l'altro in pigiamozzo, zero problemi proprio) ed un palloncino con scritto Happy Birthday appeso al tavolo della colazione, che carini :)) Susie era uscita a consegnare dei fiori e Charlie era al lavoro quindi ci siamo arrangiati un attimo con la colazione; la mia è stata molto sana (futili propositi iniziali di non buttarmi su cibi ipercalorici, già falliti a metà giornata tra l'altro): una tazza di latte freddo con i classici cornflakes e una banana. Intanto abbiamo chiacchierato un po' e guardato un film con Robert Redford Up close and Personal . Credo che la telvisione mi aiuti un sacco, anche perché parlano molto più chiaramente rispetto ai nostri host parents! Dopo non molto è rientrata a casa Susie con Who Dat,mi ha abbracciata e mi ha fatto gli auguri. E' rimasta lì con noi e abbiamo parlato davvero tanto, quasi 2 ore: è stato molto utile, dovevo sempre sforzarmi per capire tutto quello che dicevan e formulare le frasi, ma dopo un po' sono diventata un po' più sciolta e quasi mi ero dimenticata che stavo parlando in un'altra lingua. Una cosa che ho cominciato a notare già da lì e che poi ha ricevuto ampia conferma durante la giornata è che lei mangia tantissimo. Ma in modo davvero spropositato! Qualcuno mi salvi, non voglio iniziare anche ioooo! Già solo nel tempo che è stata lì con noi ha fatto colazione con un caffè e una specie di panino dolce con il burro, ha bevuto un bicchierozzo di the ghiacciato, si è fatta un panino con la porchetta e la salsa barbecue e ha mangiato una merendina. Stavo male a guardarla. E ogni volta che prendeva qualcosa la offriva anche a noi e si stupiva ad ogni No, thank you.
Dopo un po' sono salita in camera a svuotare la valigia ancora intatta sul pavimento e a sistemare tutte le mie cose. Verso l'una meno un quarto Susie è venuta su da noi a chiederci se volevamo accompagnarla a Jackson dove doveva andare per motivi di lavoro. Stefan ha preferito restare a casa, ma io non avevo nulla da fare, quindi ci sono andata. Anche in macchina durante tutto il tragitto abbiamo continuato a parlare e tutte queste conversazioni sono davvero preziosissime per il mio inglese non troppo brillante. A Jackson siamo andate in un edificio che probabilmente doveva essere un parcheggio a più piani e che, così  mi ha spiegato, ora non è più in uso ma, affittandolo, si possono celebrare matrimoni. Strani sti americani. C'erano ad aspettarci 2 coppie, entrambe in procinto di sposarsi, che erano venute per vedere il posto. Una delle due consisteva in 2 ragazzi che avranno avuto un paio d'anni più di me.. è stato abbastanza sconvolgente. Susie mi ha presentato a tutti,  sempre con il suo carisma, e questi hanno cominciato a farmi mille domande sull'Italia, era come se venissi dalla luna. Il posto era molto particolare, bisognava salire con una specie di montacarichi al piano superiore, era  molto sciatto ma con degli arredi bellissimi e c'erano 2 stanze, una adibita a chiesa (?!) e una a ristorante; sì questi americani sono davvero strani.
Dopo che le due coppie hanno fatto tutto il giro e mille e domande se ne sono andate tutte contente e hanno detto che probabilmente il loro matrimonio lo celebreranno lì; contenti loro, contenti tutti... Allora ci siamo fermate a mangiare a Jackson in una specie di  fast food "storico" che si chiama Chick-Fill-A il quale, come suggerisce il nome, fa hamburgers con il petto di pollo. Ho preso il panino più semplice che c'era e poi Susie ha voluto ordinare per me delle patatine fritte strane, non le solite, ed una coca-cola che, se non era un litro, probabilmente poco meno. E' stata gentilissima perché ha insistito per offrirmelo lei e mi ha spiegato un po' come funziona nei ristoranti americani: quando ordini qualcosa, tu non hai ordinato una bevanda, ma LA bevanda, quindi, non appena finisci il bicchiere (cosa per me impossibile) loro subito te lo riempiono pieno di nuovo, FREE. Anche le salse sono tutte free e ce ne sono una caterva.  Mentre eravamo al fast food tutti ci salutavano e lei salutava tutti, all'inizio pensavo che li conoscesse, poi mi ha spiegato che qui tutti si salutano, anche se non si conoscono; e in alcuni casi arrivano anche a dirsi "come stai? tutto bene? passa una bella giornata!" anche se non si sono mai visti prima!! Wow, in Italia ce le scordiamo queste cose! Mi piace tantissimo come cosa, quindi ho iniziato a farlo anche io, ed è davvero bello vedere un volto sconosciuto che ti sorride e ti augura buona giornata, ti fare sentire davvero parte di una comunità. Qualcosa di buono ce l'hanno questi americani :)
After lunch, siamo andate da Walmart un supermercato enorme dove ho preso un paio di cose che mi servivano e non avevo portato, tipo la spazzola, shampoo, crema ecc.. e lei invece ha comprato una televisione (nessuno sa il perché dato che a casa ce ne sono tipo 8). Poi doveva comprare delle lampade cinesi, quelle fatte di carta, per un matrimonio, quindi siamo andate in una sorta di spiazzo dove c'erano una cosa come 13 o 14 supermarket, tutti diversi e tutti attaccati. C'era quello in cui tutto, ma proprio tutto costa 1$, quello che vende solo cose per le feste, quello che vende solo articoli "artistici" (non so come definirlo; una specie di cartoleria-colorificio che però vende anche quadri e portafoto di tutti i tipi, Insomma un vero mondo a parte formato solo da questi immensi shops.
Una volta trovate queste benedette lampade (ne abbiamo girati 3, con tanto di pause spuntino/schifezza per lei) siamo andate finalmente a casa e, sulla strada del ritorno, mi ha fatto una mini lezione di inglese e mi ha insegnato alcune parole. Abbiamo anche fatto tappa alla Canton Academy, la mia scuola!! Me l'ha fatta vedere da fuori e abbiamo fatto il giro in macchina tra i vari campi per gli sport, poi ha voluto parcheggiare e andare nella palestra che è sempre aperta per tutti gli studenti e quindi di solito c'è sempre qualcuno. E così è stato! :)) C'erano 4 ragazzi a cui mi sono presentata e che sono tutti nella squadra di football, di cui 2 saranno seniors, ovvero hanno la mia età! Erano tutti carinissimi, mi hanno fatto gli auguri e mi hanno detto che ci rivedremo presto a scuola. 
Finally, siamo arrivate a casa. Io sono andata in camera a fare una brevissima videochiamata con i miei genitori, giusto per raccontare loro un po' le prime impressioni, visto che ci eravamo sentiti solo brevemente via messaggio. Poi mi sono fatta una doccia e sono scesa in cucina dove ho trovato Stefan che mi ha raccontato un po' del suo pomeriggio. Ho dato a tutti i loro regalini e sono stati molto contenti :) Per le 7 (qui è già molto tardi) siamo usciti tutti e 4  a cena per festeggiare il mio compleanno e siamo andati in un ristorante Messicano un sacco caratteristico con i cappelli tipici appesi al soffitto, le pareti arancioni e un odore di cibo penetrante. Era affollatissimo, c'era anche un altro compleanno e l'atmosfera era davvero carina perchè c'era il karaoke, quindi chi voleva poteva andare a cantare e alcuni ballavano anche. Ci hanno subito portato i nachos con delle salsine. Mi sono fatta consigliare da Susie e Charlie, ma mi hanno fatto prendere un piatto pieno zeppo di cibo, ne ho mangiato a malapena la metà! Oltretutto era molto pesante.. C'era una specie di tortilla con pollo, insalata e peperoni, del riso piccantino, della verdura strana irriconoscibile e un sacco di salsine dai colori improbabili. Alla fine, pur avanzandone un sacco, ero pienissima. Ah qui poi se vuoi puoi portarti a casa il cibo, si usa così, il ristorante stesso ti da dei boxes dove puoi metterci il cibo e mangiarlo il giorno dopo o, più probabilmente, dopo qualche ora, come ogni degno americano. Stavamo per uscire quando sento chiamare al microfono: "Gaia, where's Gaia?" Susie e Charlie sono scoppiati a ridere, mentre il tizio che era al microfono mi ha presa sotto braccio e ha urlato a tutto il locale che oggi è il mio compleanno; poi ha aggiunto che sono Italiana e che sono arrivata ieri, quindi di darmi il benvenuto negli US. Ovviamente si sono messi tutti a cantare happy birthaday to you e poi questo tizio insisteva per farmi cantare una canzone al karaoke, ma gli ho detto che per le sue orecchie, e per l'intero locale, era meglio di no. Ha riso e poi, non soddisfatto, ha preso sottobraccio pure Stefan e ha cominciato a chiedergli se era il mio ragazzo hahahaaha lui gli ha detto che siamo fratelli e dovevate vedere la sua faccia, ci è rimasto malissimo e fa: "What's the matter in your family?!" In effetti, come dargli torto? hahah Allora Stefan gli ha spiegato che anche lui è un exchange student e viene dalla Danimarca allora il tipo si è tranquillizzato. Quando siamo usciti ci ha inseguito una ragazza che era nel ristorante, mi ha fermata e mi ha chiesto estasiata se sono davvero italiana. Le ho detto di sì, e ha cominciato a farmi mille domande sul posto in cui vivo e sulla mia famiglia e mi ha anche chiesto di dirle in italiano cose di ogni genere. Ogni volta che parlavo in italiano si emozionava e cercava di ripeterlo, senza successo. 
Quando siamo arrivati a casa Susie mi ha mandata di là a "scegliere un film da vedere" e quando sono tornata sul tavolo c'era una torta enorme con scritto "Happy bday Gaia" con tanto di candeline con il numero 17. Mi ha fatto esprimere un desiderio e poi soffiare le candeline. E, ovviamente, abbiamo mangiato la torta. È stato davvero un bel compleanno, una giornata intensa, dove non mi sono fermata un attimo, ho parlato un sacco in inglesee ho avuto un assaggio dell vita americana che mi aspetta. Tutto perfetto se non fosse per il fatto che proprio poco fa dentro di me stavo facendo mentalmente il conto di quante schifezze ho mangiato oggi, quando lei  d'improvviso se ne esce tutta contenta e dice: "Due mesi e diventerai grassa come tutti noi, dovremo ricomprare tutti i vestiti". Sì, l'America è anche questo. 

L'arrivo

OMG!! così tante cose da scrivereeee, iniziamo subito:

My third flight
Allora, ero rimasta al mio secondo volo verso Atlanta. E' andato tutto bene e siamo arrivati in orario. Mi avevano già detto che l'aeroporto era enorme ma, non so bene il perché, quando ci hanno fatto  scendere dall'aereo siamo sbucati direttamente nell'area dei gate, così non ho dovuto rifare tutti i controlli, avevo già il biglietto ed il mio bagaglio era già stato inviato a direttamente alla destinazione finale: tutto perfetto. Dopo aver visto sugli schermi il numero del gate ci ho messo un po' a trovarlo (una specie di uomo della sicurezza o qualcosa di simile mi ha aiutata, sempre gentili!) e poi sono rimasta lì ad aspettare l'imbarco. Ho dato subito un'occhiata per vedere se trovavo Stefan, ma di lui non c'era traccia. Dopo qualche minuto che ero lì però, ho visto arrivare un gigante biondo e bianco latte: sì era lui! hahahah No a parte gli scherzi è veramente altissimo, sarà 1.90, infatti la prima cosa che gli ho detto è stata: "You're so tall!!!" lui ha riso e così abbiamo rotto il ghiaccio :) Ha una pronuncia davvero particolare, strascica un po' le parole quindi non capisco bene cosa dice, ma quando capisco, mi accorgo che parla un buon inglese! Abbiamo chiacchierato un po' su argomenti generali: come è andato il volo, sei stanco, sei emozionato, jet lag, i tuoi genitori hanno pianto, sei già stato in America... e via dicendo. Poi ci siamo imbarcati e per poco i nostri posti non erano vicini (25E e 27D). E' molto particolare come ragazzo e anche adesso credo di non aver ancora capito bene che tipo sia.. spesso è pensieroso, ma ogni tanto se ne salta fuori con qualche battutina o commentino improvviso haha bo! Anyway, il volo è passato in frettissima anche perché eravamo entrambi stanchissimi con addosso 12 ore di volo e quindi abbiamo dormito per tutto il tempo.

L'incontro con la family
Quando siamo andati al ritiro dei bagagli c'erano Susie e Charlie ad aspettarci (qui in America a quanto pare si può già entrare in quest'area). Susie mi ha riconosciuta da lontano e ha cominciato a salutarmi con la mano, poi ci hanno accolti con un caloroso abbraccio e urlando (talmente forte che si sono girati tutti, ma proprio tutti haha): "WELCOME IN MISSISSIPPI GUYS!" hanno dimostrato subito il calore della gente del sud!

Stefan,Charlie,me
                                         

Fortunatamente, smentendo tutte le mie paure, i nostri bagagli sono arrivati e oltretutto in fretta e sani e salvi! Devo ammetterlo: non potevo chiedere un viaggio migliore, è andato tutto benissimo. L'aeroporto di Jackson è a circa 30 minuti da Canton, così siamo saliti in macchina, a sorpresa si è messa a guidare Susie che ha parlato per quasi tutto il viaggio raccontandoci di tutto e di più. E' una tipetta davvero particolare, molto schietta, non ha peli sulla lingua e se deve dire qualcosa non ci pensa due volte. Fa un sacco di battutine e davvero, quando la si ascolta non dimostra la sua età; parla come un'adolescente! Ha il tipico accento del sud e quando parla ci mette un sacco di grinta, al punto tale che a volte non riesco davvero a seguirla e mi sento un'ebete perché o continuo a dire:"non ho capito, puoi ripetere più lentamente per favore?" oppure quando mi rendo conto che l'ho già detto troppe volte mi limito a sorridere senza avere idea di quello che dice e butto lì qualche ok, yeah, cool. E' frustrante, haha spero di superare in fretta questa prima fase. Charlie invece, be' Charlie ha qualcosa di strano. Parla in modo davvero troppo lento e fa delle pause lunghissime tra una frase e l'altra, tanto che non capisci se abbia finito di parlare o meno. Non ho ancora capito bene se lo fa apposta perché siamo stranieri e vuole aiutarci (con l'unico risultato di farci sentire più stupidi) oppure se sia davvero lui un po' lentino.

The house
Avete presente la tipica casa americana su tre piani in legno, dipinta di bianco, con le finestre senza imposte, la porta di vetro sotto il portico, il parcheggio sul retro e il vialetto (senza cancello ovviamente) che porta alla strada su cui si affacciano almeno 10 casette identiche? Ecco, la mia casa è esattamente così! Niente di più americano :)) Quando l'ho vista mi veniva da piangere per la gioia! Dopo essere entrati ci hanno subito presentato il loro cagnolino che si chiama Who Dat, mi ha anche spiegato perché ha un nome così strano ma ho capito solo la metà di quello che ha detto quindi emm.. quando capirò di più glielo chiederò di nuovo! C'è anche una gatta di nome Kitty che non è proprio loro, ma è sempre lì in zona e quindi le danno da mangiare. Ci hanno fatto fare il giro della casa che è bellissima ed è arredata con mobili in stile antico. E' davvero enorme, ha delle scalinate come quelle delle sale da ballo nei film e una cosa come una 20ina di stanze. Poi ci hanno dato un pacchettino carinissimo con su scritto "Welcome to your Miss. Home" dove dentro c'erano un sacco di pensierini. Nel mio c'era una maglietta rosa con lo stemma dello stato del Mississippi, un astuccio dei colori dell'Inter che mio fratello avrebbe adorato sicuramente, un blocknotes un po' vintage strabello e un sacco di dolciumi e schifezze americane, tipico hahaha. A quel punto ero davvero morta così Susie mi ha accompagnata all'ultimo piano che è molto piccolo e dove ci sono solo la mia stanza e quella di Stefan. La mia stanza è qualcosa di fuori dal comune: fantastica. E' molto spaziosa, al centro c'è un letto enorme ad una piazza e mezzo, pieno di cuscinoni e altissimo, tanto che c'è la scaletta per salirci. Ai lati ci sono 2 comodini e davanti un specie di mini salottino con un divano, un tavolino, 2 poltrone e un mobiletto con la televisione e il DVD player. Poi sulla parete di destra c'è l'armadio dove ho già messo tutti i vestiti, e su quella di sinistra una scrivania piena di cassetti e molto comoda, già fornita di tutto il materiale da cancelleria; ah ho persino una stampante in camera! Poi c'è un angolino bellissimo, molto raccolto, con una finestrella, una cassettiera, una lampada  e una di quelle poltrone reclinabili: è perfetto per leggere o studiare in tranquillità. E per finire in grande stile.... HO IL BAGNO IN CAMERA! Susie mi aveva detto che avrei avuto un bagno tutto mio, ma non pensavo addirittura in camera! E' davvero comodo, anche perché è solo mio; quindi ho potuto metterci tutte le mie cose, posso andarci quando voglio e non disturbo nessuno. Insomma; non potevo chiedere di meglio!

Questo è stato il mio arrivo, davvero un buon inizio! Mi sono subito fatta una doccia, poi ho avvisato mia mamma che stavo bene, ero viva e soprattutto contentissima. In tutto questo il mio telefono cominciava ad essere bombardato di sms-notifiche perché in Italia era già il mio compleanno! Già infatti il mattino dopo (ovvero oggi) sarebbe stato, non solo il mio primo vero giorno negli States, ma anche il mio diciassettesimo compleanno :)

giovedì 18 luglio 2013

Arrived!

Sono ARRIVATAAAA! Questo è un post velocissimo: sto benone, ho preso tutte le coincidenze, sono in Mississippi, ho conosciuto Stefan e la famiglia, ho trovato il bagaglio. Tutto perfetto! Siamo arrivati a casa circa un'oretta fa (la casa è meravogliosa, e la mia stanza ancora di più!!) ho fatto la doccia e ora vado a letto che sono stravolta. È tutto fantastico e a primo impatto la famiglia mi sembra davvero accogliente e simpatica! A domani per un post più dettagliato :) bye

Post in volo

Sto scrivendo questo post in aereo, sul mio secondo volo da Newark ad Atlanta, anche se non so quando lo pubblicherò.
Il primo volo è andato decismanete bene! :)) Contando che era il mio primo volo intercontinentale, ovvero la prima volt che volavo per 9.10h di fila, non posso lamentarmi :)
Nella partenza di stamattina eravamo 6 ragazze, tutte con destinazioni diverse e, fin dall'incontro alle 7.20, abbiamo attaccato subito bottone. Dopo aver fatto il check in a Milano, abbiamo dovuto salutare i nostri genitori, e lì le lacrime non sono mancate, soprattutto da parte di mia madre... Dai mamma fatti forza, sono ancora viva!! Hahah il peggio è passato. Salutarli è stato abbastanza difficile, ma ero pronta a farlo e so che comunque comincerò a rendermi conto della loro lontananza e a sentire la loro mancanza solo fra un po' di tempo...
 
Mia mamma, io, mio papà

A questo punto noi donne e il nostro Chaperone EF abbiamo fatto tutti i controlli e poi siamo scese al gate. Aspettando l'imbarco abbiamo fatto colazione e chiacchierato parecchio: avevamo tutte un sacco di aspettative e dubbi! 


Le mie compagne di volo


Siamo partite quasi puntuali ed il mio posto era il 34A, a lato vicino al finestrino, che fortuna!!! 


My boarding pass
                                         

Di fianco a me sedeva un cinese, che mi ha aiutato con il bagaglio a mano, stragentile e  con cui ho subito fatto conoscenza. Si chiama Jihao ed era diretto niente meno che ad LA, dove abita. Mi ha raccontato che viene spesso in Italia per lavoro e che è già stato a Roma, Milano, Firenze e Torino. Abbiamo anche  parlato un sacco dell'America, di tutto e di piû e mi sono sorpresa del mio inglese perchè tutto sommato siamo riusciti ad intrattenere una conversazione per piû di un'ora!! Poi ho dormito un po' e mi sono sparata 2 film: Alice in Wonderland e Paradiso Amaro quello con George Clooney che però era tutto dialogato e quindi in inglese senza sottotitoli non è che ci abbia capito tanto.. Ah poi ho già sperimentato l'esosità americana nel cibo, MA QUANTO CASPITA MANGIANO? A parte il fatto che mi stanno riempiendo di pritzel o come si chiamano (anche proprio ora sull'aereo): mai mangiati cosí tanti in vita mia, devono andarne pazzi! Poi ci hanno servito il pranzo composto da una sottospecie di insalata sottovuoto, un pezzo di pane, se cosî si può chiamare, pollo con salsa shitaki (già dal nome....) che mi ricordava molto quello  che avevo mangiato l'anno scorso in un ristorante indiano, e un mini brownie che era la cosa migliore. Va be, in ogni casi mi sono adattata! Ma, come se non bastasse, dopo un paio d'ore non contenti, ci hanno portato un mega sandweches con formaggio prosciutto e salsa rosa, patatine e un cioccolatino. BASTAAAA infatti in aeroporto, nonostante fossimo arrivati all'ora di pranzo, non ho toccato nulla. Quando siamo atterrati è stato bellissimo perchè ero emozionatissima (la mia prima volta in suolo americano!!!!) e, grazie al mio fantastico posto, sono riuscita a vedere tutto il profilo della città di New York durante l'atterraggio, con tutti i suoi grattacieli e persino la Statua della Libertà da lontano!! Che emozione! Una volta a terra abbiamo dovuto sbrigare le pratiche per l'immigration e recuperare i bagagli che, fortunatamente erano in buone condizioni ;) Il jet lag non ha ancora avuto un gande effetto, ammetto però di essere un po' scombussolata e di avere la sensazione che questa giornata non finisca mai... Ora sono di nuovo in volo (anche il secondo check e il controllo è andato bene) e poi, una volta atterrata avrò l'aereo finale fino a Jackson, con Stefan! :) Siamo un po' in ritardo, e siccome avrei solo un'ora tra i due voli, spero di non perdere la coincidenza. Solo che, fluttuando nell'aria, non capisco che ore siano anche perchè non so se ci sia un altro fuso o meno, va be... Speriamo solo continui a filare tutto liscio. :)

Ah primo commento da italiana in trasferta: gli americani sono davvero dei cucciolini! Gentilissimi, sempre sorridenti, ti aiutano per qualunque cosa e appena ti vedono un po' in difficoltà sono lì pronti a darti una mano! Poi mi stanno particolarmente simpatiche le tipe ai controlli dell'aeroporto di Newark perché mi hanno fatto i complimenti per la mai salopette e mi hanno chiesto dove l'ho presa hahah lo stile italiano colpisce ancora! :)

 

mercoledì 17 luglio 2013

Meno tre ore e mezza

Sono in macchina e sto andando in aeroporto, e nonostante cerchi di mantenere la calma sono agitatissima!! È il mio primo volo intercontinentale, da sola oltretutto, e avró ben 2 scali da gestirmi da sola!! Speriamo solo che vada tutto bene... Poi ho quella tremenda sensazione che mi assale ogni volta che devo partire, di aver dimenticato qualcosa di importante... Speriamo solo che non sia così importante!  Ok devo stare tranquilla! :) adesso tra poco arriverà la parte tosta in cui dovró salutare la mia famiglia...
Se tutto va bene, la prossima colta che scriveró saró in America, dunque bye bye Italy!! :)

Ultima foto scattata in Italia

Meno diciassette ore

La valigia è finalmente finita e già pesata, strano ma vero, sono riuscita a mantenermi nei 23kg limite. Ora sono più serena, mi sono tolta proprio un peso!! Ho fatto anche il bagaglio a mano che, come immaginavo è stracolmo e nel quale ci sono le cose più improbabili. Adesso è tutto pronto. Ieri mi ha riscritto Ida (una delle ex exchange di Susie e Charlie) per augurarmi buon viaggio e darmi qualche incoraggiamento. Nel pomeriggio ho inviato un'email ai miei coordinatori regionali, facendo loro sapere che sono contentissima di arrivare e che non vedo l'ora di conoscerli; poi ho ricevuto un paio di telefonate con gli ultimi "in bocca al lupo" e tra un paio d'ore uscirò per andare a salutare i nonni e dal parrucchiere, in modo da sistemarmi un po' prima di partire. Stasera poi esco a cena fuori con la mia famiglia; la nostra ultima cena insieme.. Ok così fa un po' troppo drammatico, però è l'ultima serata che trascorriamo insieme prima della partenza. L'ultima giornata italiana è passata così, in modo tranquillo tra i preparativi finali e i familiari, se non fosse per la valigia non mi sembrerebbe nemmeno di stare per partire.
Prima leggendo qua e là qualche fascicoletto di EF mi è saltata sotto gli occhi questa frase che mi ha colpito e che mi sono impressa nella mente:

"It's the simple things that make lasting memories so enjoy each day and every special milestone during your year in the USA"

Ed è quello che farò! Infatti da domani voglio godermi ogni singolo momento, ogni episodio, ogni avvenimento ed imparare molto da tutto quello che mi capiterà. Perché voglio che quest'esperienza mi resti impressa nella mente e che mi lasci un bellissimo ricordo. Quindi in primo luogo dovrò immergermi il più possibile nella mia nuova vita e staccarmi (anche se non del tutto, ovviamente) dall'Italia,  poi dovrò essere molto flessibile ed adattarmi a tutto quello che mi si presenterà, imparando ad apprezzare anche cose a cui prima non davo molta importanza.
Che altro dire? Sono esaltatissima per quello che mi si presenta davanti a me, poche ore e sarò dall'altra parte del mondo a realizzare ciò che stavo aspettando da tanti mesi ed è una bellissima sensazione: mi sento pronta a tutto!
                       
                                        USA I'M COMING!

Meno un giorno

-1
Stamattina mi sono svegliata presto e con un pensiero fisso: è domani. A lungo ho aspettato di poter scrivere questo post, ed alla fine è arrivato il momento: il tempo è davvero volato!! Domani a quest'ora sarò già in aeroporto in attesa di prendere il mio primo volo... Wow! Sono piena di ansia ed esaltazione contemporaneamente. Oggi è la mia ultima giornata qui in Italia, ma non sono malinconica, anzi. Sarà una giornata pienissima quindi adesso vado a fare colazione ed inizio a fare tutto! In particolare dovrò chiudere la valigia che giace ancora aperta e incompleta sul pavimento della mia camera e mi fissa implorandomi di non farcirla troppo di vestiti hahahah, bene dai, mi metto all'opera!